Fantacalcio, perché scegliere gli attaccanti delle piccole

8 novembre 2018

Nel fantacalcio alcune accortezze possono fare la differenza: ad esempio per l'attacco può risultare spesso molto conveniente avvalersi degli attaccanti delle cosiddette piccole

Il fantacalcio è una delle passioni degli italiani, oltre a rappresentare un modo ulteriore per seguire la Serie A con maggiore partecipazione. Con questo gioco noi di Superscudetto e non solo mettiamo infatti alla prova le nostre conoscenze in materia oltre che le capacità da manager vero e proprio delle quali siamo dotati. Per nove mesi siamo chiamati a dover gestire la rosa che noi stessi abbiamo costruito con determinate risorse. Tra gli aspetti da prendere in considerazione, la scelta dei calciatori che comporranno il parco attaccanti è uno dei fattori più decisivi. A volte puntare tutto sui top player può non rivelarsi la scelta più giusta: non sempre è possibile schierarli tutti in contemporanea.

Fantacalcio, non sempre i top convengono

Avere a disposizione le principali bocche di fuoco dei top team può portare alla presenza forzata del goleador in panchina. Il gioco di alternanze tra i campioni rischia insomma di creare grattacapi. Poi c’è da dover fare i conti anche con le competizioni internazionali, che possono ripercuotersi sui nostri cannonieri con il tanto temuto turnover. Quante volte è capitato che un allenatore abbia scelto di concedere un po’ di riposo ai propri calciatori del reparto offensivo dopo una partita di Champions od una lunga trasferta in nazionale, approfittando di un turno di Serie A facile? Perciò il consiglio che Superscudetto vi fornisce è quello di individuare anche qualche altro buon attaccante delle cosiddette medio-piccole. Le sorprese in Serie A non mancano mai, e chi avrà puntato sul sampdoriano Fabio Quagliarella nello scorso campionato adesso si starà ancora fregando le mani.

Perché i nomi meno “famosi” possono fare la differenza

Studiando per bene, è possibile individuare i potenziali “craque” spendendo solamente un milione all’asta del fantacalcio. La scelta di Leonardo Pavoletti del Cagliari o dei vari Ilicic e Iago Falque – rispettivamente di Atalanta e Torino – lo dimostrano. In molti casi questi calciatori rappresentano l’usato sicuro a costi esigui, garantendo titolarità e un soddisfacente bottino di gol. Basti guardare l’ultima stagione, quando lo sloveno e lo spagnolo di reti ne hanno segnate 11 e 12. Come anche un bomber di provincia per antonomasia come Kevin Lasagna dell’Udinese, anch’egli attestatosi sulla dozzina di marcature stagionali. In tal senso altri nomi utili sono stati, nell’ultima Serie A, Roberto Inglese del Parma e Mirko Antenucci della SPAL, entrambi in doppia cifra. Il pugliese, girato in Emilia Romagna dal Napoli, è partito benissimo nella sua ultima stagione, replicando quanto aveva già saputo fare durante le ultime annate.

Non solo i gol: anche il minutaggio conta

Antenucci è invece il classico esempio del terminale offensivo capace di garantire affidabilità soprattutto in termini di presenza. Ha segnato 11 gol nel torneo 2017/2018, dando un contributo fondamentale alla sua squadra nel centrare la permanenza in Serie A. E anche se tale bottino può non essere considerato di prima fascia, Antenucci ha dalla sua il fatto di essere stato quasi sempre titolare, giocando molte partite dal 1′ al 90′ minuto. La presenza in fantasquadra di calciatori in grado di evitare il tanto temuto “s.v.” può fare la differenza in una stagione di Superscudetto. Anche nella realtà, le rose sono composte da campioni e gregari con nomi meno altisonanti, di cui fidarsi quando i titolari si infortunano o sono squalificati.